Venerdì 23 marzo BLOCCO totale dei trasporti Catanzaro paralizzata dal terzo sciopero dei mezzi pubblici di questo 2018 : bus AMC si fermano sin dalle ore 8, 00 e fino alle ore 24,00 del 23 marzo 2018.

Avvisiamo noi i cittadini che a causa della poca consistenza degli amministratori amc che continuano nella loro linea di distribuzione di premi, promozioni, assegni ad amici e parenti, consulenze e ricompense ai sindacati gialli, senza curarsi dei lavoratori che per ore ed ore vivono sui pullman “saldati” i disagi di una azienda fallimentare – che fa solo aumenterà lo stress psicofisico del personale operativo, aggravandone le già precarie condizioni lavorative ed il bello è? che non servirà né al risanamento economico societario, né migliorerà l’efficienza del servizio.

Dove anche il normale congedo in una azienda come la amc diventa un problema irrisolvibile, e si continuano a macinare chilometri su chilometri sulle spalle dei lavoratori, cosi come gli ausiliari del traffico “”buttati”” sulle strade come birilli senza riconoscimenti usuranti e DPI.

I pendolari e i lavoratori catanzaresi dovranno utilizzare i mezzi privati, con il conseguenziale intasando le principali arterie di Catanzaro fin dalle prime ore della mattina, se vorranno spostarsi o prendere lavoro in tempo utile.

I lavoratori del trasporto pubblico di Catanzaro – spiega l’Unione sindacale di base – scioperano contro le scelte scellerate dell’amministrazione comunale che continua a far orecchie di mercante, come se due scioperi non gli sono servizi per aprire un tavolo di confronto anche sul contratto di secondo livello dove amministratori e confindustria stanno ordendo per accaparrarsi quei quattro spiccioli dei lavoratori, in cambio di tessere per la giostrina!!

Le scelte fatte dal comune sul Trasporto Pubblico Locale di Catanzaro continuano a ricadere sui lavoratori, gli unici incolpevoli delle incapacità gestionali di AMC – si continua ad appaltare servizi e consulenze che daranno in mano il servizio a più avventori senza dare certezze ai lavoratori che ancora oggi, ogni fine mese, devono quasi, elemosinare i propri stipendi – Le istituzioni nazionali e territoriali devono politicamente farsi carico di riesaminare la gestione del trasporto pubblico locale, rilanciandone la funzione sociale in maniera imprescindibile, con gli adeguamenti necessari d’investimento sia in risorse umane, sia finanziarie. Sollecitiamo i lavoratori di non adeguarsi alla cultura del male minore, lottando per scongiurare un ulteriore arretramento dei propri diritti e la mortificazione della propria dignità.

La USB, lotterà per i cittadini e per i lavoratori anche contro l’indifferenza voluta degli amministratori intenti al riposizionamento delle poltrone!

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