CALENDARIO LILIANO SIA PATRIMONIO UMANITÀ PALETTA: RIVENDICHIAMO VISIBILITÀ UNIVERSALE GATTOPARDO DEDICA SPECIALE AL GENIO CIROTANO

Rivendichiamo che il calendario perfetto LILIANO-GREGORIANO venga riconosciuto dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’Umanità e per il nostro geniale concittadino Luigi LILIO, al quale si deve nel 1582 l’epocale riforma del calendario giuliano vigente allora da sedici secoli, una statura ed una visibilità universali, così come è stata e rimane universale la sua opera.

A ribadirlo è stato il Sindaco Francesco PALETTA nello speciale di quattro pagine, sul numero di luglio della rivista IL GATTOPARDO, dal titolo QUEI DIECI GIORNI MAI VISSUTI DALL’UMANITÀ, dedicato a quello che negli ultimi anni, anche attraverso la sensibilità e l’impegno storico-culturale dell’Amministrazione Comunale, si è imposto con forza come il marcatore identitario, sicuramente distintivo di Cirò e del cirotano ma ormai sempre più riconosciuto come tale in Calabria ed oltre i confini regionali.

A Cirò, 2800 anime raccolte sul tacco dello Stivale – esordisce il pezzo a firma di Federica CERTA – gongolano di orgoglio anche solo se gli si chiede che giorno è. Perché a decretare una cosa tanto semplice, uguale praticamente da un capo all’altro del mondo, tanto granitica da sembrare scolpita sulle tavole della legge, è stato 434 anni fa un loro misterioso concittadino, un geniale medico, astronomo, matematico, uno scienziato versatile ma dalla vita nebulosa, enigmatica, con la passione per i numeri e la vocazione a piegare i giorni e gli anni in colonne ordinate e calcoli composti. Luigi LILIO, Aloysius LILIUS, il papà del Calendario.

Nella metà del 1500 – ricorda nell’articolo il cirotano Francesco VIZZA, direttore dell’Istituto di Chimica dei composti metallici del CNR di Firenze – il calendario giuliano, introdotto nel 46 avanti Cristo da Giulio CESARE e in vigore ormai da sedici secoli, aveva segnato come giorno dell’equinozio il 21 marzo, che però astronomicamente si era verificato dieci giorni prima. E se l’equinozio di primavera era segnato in maniera sbagliata, la Pasqua veniva celebrata nella data sbagliata. E questo per la Chiesa era un bel problema da risolvere. Lilio, per recuperare i giorni perduti dovuti allo sfasamento con i cicli delle stagioni e per ricondurre l’equinozio di primavera alla data del 21 marzo, propose di eliminare dieci giorni dal calendario. Furono quelli i 10 giorni mai vissuti dall’umanità. Non solo. Lilio – continua VIZZA – riuscì anche a collegare in modo semplice e geniale il ciclo delle fasi lunari a quello solare. Mediante due equazioni accordò i due cicli e propose un originale ed efficace ciclo delle epatte che permise di stabilire senza incertezza la data della Pasqua in qualsiasi anno. Con i suoi calcoli le date della Pasqua e l’equinozio di primavera saranno sincronizzati per altri cinque miliardi di anni, ovvero fino a quando durerà il sistema solare.

LILIO – si legge ancora nell’approfondimento – ricama la scienza con la fede, l’alto e il basso, i numeri e le stelle. E computa un vero capolavoro, che passa alla storia con il nome di Calendario Gregoriano ma che è, in realtà, il CALENDARIO LILIANO, promulgato il 24 febbraio 1582 con la bolla INTER GRAVISSIMAS PASTORALIS OFFICI NOSTRI CURAS e adottato quasi universalmente. Così a Cirò chiedere che giorno è significa andare indietro con la memoria di mezzo millennio e riesumare una vicenda di natali illustri ma poco noti, che il borgo, dal 2010 – a cinquecento anni dalla nascita di Aloysius – ha provato a racchiudere e raccontare nel Museo del calendario, in piazza della Repubblica, ospitato nel settecentesco Palazzo ZITO.

Dal 2012 – spiega l’assessore alla cultura Francesco MUSSUTO – la Regione Calabria ha istituito la GIORNATA REGIONALE DEL CALENDARIO, che viene celebrata da sette anni ogni 21 marzo, equinozio di primavera, con iniziative ed eventi in memoria di Lilio e non solo. Il nostro obiettivo – aggiunge – è quello di trasformarla in un’iniziativa nazionale, come previsto nella proposta di legge depositata in Parlamento quasi otto anni fa.

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