Discarica di Scandale Atto terzo. La Regione ci riprova.

L’epopea della discarica che dovrebbe sorgere in località Santa Marina di Scandale non si ferma e torna, più tetra che mai, la minaccia – l’ennesima – di costruire, in piena zona agricola di pregio con produzioni biologiche e a marchio DOP, una discarica.

A quanto pare non sono bastate le battaglie portate avanti da istituzioni, associazioni, partiti politici e cittadini che, con continuità dal 2009, ribadiscono il proprio no a questa folle autorizzazione.

L’iniziale progetto della discarica di amianto, grazie ad una ferrea e largamente condivisa mobilitazione, fu cestinato nel 2010. Ma gli aspiranti imprenditori della monnezza non si arresero e, nel 2015, avviarono nuovamente il progetto per la costruzione di una discarica nel medesimo luogo, puntando tutto sulla modifica dei codici CER ( codici identificativi dei rifiuti).

La modifica di tali codici, autorizzata dalla Regione Calabria, prevedeva che la discarica di Scandale dovesse accogliere non più amianto ma rifiuti speciali non pericolosi.

Nel marzo 2017, dopo l’ennesimo no espresso dal territorio, dopo innumerevoli rinvii della conferenza di servizi che avrebbe dovuto scrivere l’atto finale del procedimento autorizzativo, fu il dipartimento agricoltura della Regione a sollevare una pregiudiziale che imponeva il riesame di tutto il procedimento per verificare se il progetto presentato da Antonio Trivieri fosse o meno compatibile con la L.R. 8/2016, che aveva impegnato la Regione Calabria a vietare la costruzione di nuove discariche.

Il 10 gennaio scorso la Regione Calabria ha convocato una conferenza di servizi per procedere all’autorizzazione della discarica alla Ecolsystema.

Che fine ha fatto il loop propagandistico del Presidente Oliverio “discariche zero”?

Di certo è risultato inutile in termini di tutela del territorio della nostra provincia e dannoso dal punto di vista politico il ruolo della crotonese Antonella Rizzo quale assessore regionale all’ambiente.

Le posizioni tecniche e politiche assunte dal Comune di Scandale e dell’Ato rifiuti – che hanno espresso e ribadito senza soluzione di continuità con il passato – il no del territorio a questo sfregio ambientale, vanno certamente nella giusta direzione.

Al contrario gli interessi e le incrostazioni di potere che riguardano la Regione Calabria sono ormai diventati insopportabili perché continuano ad opporre alla difesa del territorio logiche dettate solo dal profitto e dall’interesse di pochi.

Associazione “Terra e Libertà”                                                                                         Arci Crotone

Italia Nostra Crotone                Associazione “Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini”

Associazione “Gli Spalatori di Nuvole”                                                         Associazione “Il Barrio”

Legacoop Crotone                                                       Associazione “Nonostante tutto resistiamo”

Cooperativa Agape                                                       Associazione “Protezione Animali Calabria”

Cooperativa Agorà Kroton

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