Grande festa per i “30 Anni di Football Americano a Crotone”, ricordi, sorprese ,esperienze e prospettive.

Nella serata del 17 febbraio presso i panoramici locali dell’Atlantis lungo la via per Capocolonna, si sono svolti i festeggiamenti del trentennale del football Americano a Crotone.

L’iniziativa partorita da ex giocatori succedutesi nel trentennio è stata raccolta con entusiasmo sia dagli Olders locali che dai numerosi Giocatori del passato sparsi su tutto il territorio nazionale che non hanno esitato un attimo a sobbarcarsi chilometri di viaggio per non perdersi il sentito evento.
Nella serata tra le varie iniziative v’è da segnalare la piacevole sorpresa di aver, in conference call, raggiunto oltreoceano ex players ed ex allenatori che molto hanno dato per la crescita di questo meraviglioso sport: nello specifico il tattico Coach messicano Rayvax Arelliano, il plurititolato Coach canadese ultranovantenne Levio Ferracuti e l’immenso coach/player statunitense Jim Stoltz.

Durante la serata si sono succedute le accorate testimonianze di alcuni partecipanti l’evento i quali, ammantati dal calore dei commensali in una cornice curata nei più minimi particolari, dalle maglie, ai palloni, ai tabelloni, ai piatti e vettovaglie ispirati all’amato sport e persino tovaglie lunghe decine di metri con stampati veri e propri campi da gioco, hanno consentito la riviviscenza di esperienze di gioco comunemente vissute, ma soprattutto si è confermato lo spirito che accomuna tutti quale indelebile legame affettivo tra persone che, seppur succedutesi negli anni, hanno condiviso la medesima passione per lo sport della “palla lunga un piede” e per i valori che esso porta con se…….insomma un fil rouge tempo-sensoriale che collega più generazioni, non solo alla stessa passione ma anche alla matrice di valori trasmessa sin dall’impervio ed incerto inizio, ma proprio per questo orgogliosamente affascinante e divertente.

Nel corso della serata, arricchita da consegne di riconoscimenti, fra cui l’apprezzatissimo istituzionale in pergamena dell’Amministrazione Comunale, molti i ricordi ed interventi tutti degni di nota ma per brevità ne verranno menzionati soltanto alcuni:

Maurizio Ranieri, fondatore dei Coguari (primo Team Crotonese) che racconta l’esperienza del “combattuto” ingresso ufficiale del Football Americano a Crotone, o meglio della compagine crotonese all’interno della AIFA (la prima FEDEREZIONE DI Footbal Americano in Italia:
“Dopo la fondazione dei Coguari 83/84 era importante entrare nel circuito e farci accettare nel campionato ufficiale di football americano. Quindi armati di fiducia grinta e buona volontà, doti che universalmente ci riconoscono, io e Pino Condemi entrammo nella sede di Milano del football Italia in compagnia di tutte le principali squadre per discutere di quale nuovo club avrebbe fatto parte della grande famiglia del FOOTBALL AMERICANO – ITALIA.
I candidati fermi al palo in una eventuale ns bocciatura erano Puglia e Sicilia. Per mille motivi dalla logistica agli economici e viste le diverse idee ed opinioni nel fare partecipare il sud nel campionato, il presidente scelse la votazione per alzata di mano, dove per un solo voto e grazie al voto di Bologna fu accettata la nostra candidatura a partecipare al campionato di serie A. Dopo gli applausi e gli in bocca al lupo, il presidente ci regalò un pallone, il nostro primo vero pallone, e ci lascio con questa frase “congratulazioni ragazzi e benvenuti nel mondo del Football Americano”,
Con questo pallone è stato dato il primo calcio d’inizio della nostra prima partita ufficiale e immediatamente dopo fu subito ritirato a ricordo di una storia iniziata per il divertimento, dello stare insieme, di creare un gruppo di amici e di dare un forte segnale alla città di Crotone “i giovani hanno voglia di fare”.
Oggi dopo 30 anni possiamo dire che “il pallone urla…la meta è stata raggiunta”.

Affatto scontato menzionare la difficoltà dello scrivente a rappresentare la commozione dei presenti nell’avere l’onore di firmare, proprio pugno, quello stesso “primo” pallone.

L’intervento dell’ex giocatore ed ex allenatore Francesco Arrighi ha rimarcato che il Football Americano è patrimonio di tutti e come tale va preservato nella sua storia ed incentivato per il suo futuro, pertanto ha consentito evidenziare quel filo rosso che accomuna quello spirito di solidarietà e comunanza fraterna mai sopito e che solo un comune “spogliatoio” può dare.

Passionale il ricordo di un gruppo di exPlayer’s provenienti da Cutro, che ebbero la rara opportunità all’epoca, per dei giovani minorenni, di assaporare prima, ed innamorarsi poi del Football, grazie all’impegno ed alla passione di Angelo Fabiano e Giorgio Di Lorenzo, che da “folle” Coach quest’ultimo, dopo i primi insegnamenti in loco, accompagnava i 7 ragazzoni agli allenamenti della squadra principale a Crotone a/r con una Opel Kadet 3 porte, trasmettendo così il “sacro fuoco sportivo”.
Battesimo del fuoco fù una amichevole contro una delegazione di agguerriti veterani che vide i neofiti condotti dal “visionario” Giorgio vincitori senza nessuno sconto in termini d’impegno e sana cattiveria.
Tali “visioni” diedero, in pochissimo tempo, i propri frutti, portando quei giovani cutresi insieme ai loro fratelli crotonesi …..anche questo un miracolo per l’epoca, dati gli storici ed ingiustificati dissapori tra le due popolazioni……ad avere più convocazioni per la selezione dei componenti il Team Azzurro giovanile ed a disputare, più in là, la finale del torneo giovanile nazionale a Cesenatico nel 1995 raccogliendo, tra gli imponderabili infortuni del piccolo Team, i complimenti di tutti i presenti, ivi compreso quelli dei visori della nazionale che espressamente palesarono ai Coaches Perruccio e Di Lorenzo di non aver mai visto tanta tenacia e combattività in un team ridotto al minimo sindacale, contro due eccellenze come Fiugi e Rimini composte da oltre 50 elementi ciascuna e che avevano persino a disposizione le coperte termiche per le pause (…..poca cosa in confronto alle esilaranti ore di viaggio in treno e le protezioni in gomma piuma dei Crotonesi …..sic!!!).
…….qualche anno dopo uno di loro diventò per ben due volte campione italiano, nella massima lega, con i Panthers di Parma…..il grande, in tutti i sensi, Michele Colacino!

Da menzionare inoltre l’encomiabile impegno nel sociale sostenuto da Giampiero Papasodero, all’epoca Capitano della difesa Achea e portatore della maglia Azzurra, con l’iniziativa “Route 21” , che lo vede ogni anno in sella alla sua adorata Harley fare una staffetta per tutta l’Italia con dei fantastici ragazzi portatori della sindrome di Down.
Lo stesso racconta quando, ospite al VinItaly a Verona per una convention sullo sport, alla richiesta di menzionare una delle sue esperienze nel Football Americano, potendo scegliere tra decine di riconoscimenti e storiche partite, sceglie invece, di ricordare l’avventura di 50 ragazzi crotonesi, che visti, per l’epoca strani, si buttarono, a cuore aperto in quello che era allora lo sport più difficile da praticare a Crotone e da Crotone, viste le distanze da percorrere durante le trasferte e gli sforzi economici, e che nessuno di “quei 50” ebbe mai a che fare con la giustizia. Al termine fu avvicinato dall’allora prefetto di Verona per portare la Sua testimonianza nelle scuole locali.

In fine Gianfranco Barone, fondatore dei Coguari, degli Achei e dei Kroton ‘89ers: “Io penso che uno sport accomuni, tolga da cattive strade, faccia maturare attraverso valori come lealtà e rispetto, faccia capire che le vittorie sono sofferte e soltanto se hai il coraggio di metterti in gioco e sudare fatica riesci ad assaporare una vittoria. Tutto questo matura e fa diventare uomini non solo nel gioco ma anche nella vita.
Il football esalta tutto questo perché ciò che accade ai tuoi compagni dipende in gran parte da te.
Fai parte di un solo organismo che si muove insieme, coordinatamente e questo dà affiatamento e soprattutto capisci che ti devi fidare del compagno di fianco…come lui deve fidarsi di te.
La squadra di football è una famiglia dove si attacca e si difende tutti insieme e dove tutti si è disposti a buttare il cuore oltre la linea avversaria.
Quando giochi per una vita impari a conoscere persino lo stato d’animo di chi è calato dietro quel casco.
Il football a Crotone è nato con i Coguari, vissuto per la maggior parte del tempo attraverso gli Achei , passando per i Titans e non se ne vede la fine se, dopo tanto, dei fondatori di quella squadra di scavezzacollo del ‘83 che fondò gli Achei nel ‘89 ancora ora è in ballo e fonda i KROTON ’89ers!
That’s football!!!”

A margine della riflessione di Barone si osserva che l’avvento dei Kroton ’89ers, costituito, tra gli altri, da soggetti provenienti dagli albori del “Football Krotoniate” non è in contrapposizione alle preesistenti realtà ma incrementa l’attenzione del cittadino medio su un panorama sportivo secondario rispetto al calcio, tuttavia altrettanto denso di valori e che ci si augura permetterà ad un numero sempre maggiore di ragazzi, oggi ed in futuro, qualunque sia il Team di appartenenza, di consolidare valori vacillanti nella società odierna per poi dimostrare il valore sul campo nei terreni di gioco di tutto il contesto nazionale…… e perché no anche oltre……perché questo è l’obiettivo di chi insegna sport!
……sport il Footbal Americano che ovunque e da sempre, lascia “le scazzottate” sui terreni da gioco, disseminando, oltre i terreni da gioco, valori come disponibilità, altruismo, amicizia e fratellanza, così contribuendo alla crescita degli Uomini sul campo della Vita!

Felici per l’esplosione di emozioni prodotte dall’evento, se pur dispiaciuti per chi non ci ha potuto raggiungere porgiamo i nostri più sentiti
Auguri a tutti gli Old, auguri a tutti Players ……auguri al Football!!!

In rappresentanza degli Old Players
Francesco Arrighi
Gianfranco Barone

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